La paura è naturale ma può sopraffarci. Noi offriamo dei suggerimenti per affrontarla.

 

Paura

 

Nel morire, come in qualsiasi altra fase del vivere, è normale sentire paura a volte. La paura è un meccanismo incorporato che ci avvisa per farci stare all’erta: il pericolo potrebbe essere vicino. Per cui non è qualcosa da ignorare. Tuttavia, quando la paura minaccia di sopraffarci o quando ci rende cronicamente ansiosi, è controproducente. In quel caso non ci sta più proteggendo, ma sta bloccando la nostra capacità di vivere come vorremmo.

Ci sono diversi modi per ridurre la paura o addirittura per farla scomparire del tutto. Il primo passo è l’accettazione. Solo se affrontiamo ogni emozione che ci disturba possiamo andare oltre.

Quando smettiamo di combattere con quello che è, miracolosamente i problemi che abbiamo creato possono scomparire. Se, nonostante tu abbia riconosciuto la paura,  tu senta di aver bisogno di ulteriore sostegno, eccoti quattro suggerimenti da prendere in considerazione.

 

1) Parla con un buon ascoltatore

Un buon ascoltatore non ti giudica né si affretta a darti consigli quando preferiresti che ti lasciasse semplicemente parlare – o piangere, oppure altro. Un buon ascoltatore capisce che lasciandoti parlare delle tue sensazioni, quelle emozioni si spostano dalla cantina della tua mente per uscire alla luce del sole e che ciò può aiutarti a trovare un po’ di chiarezza e di comprensione.

Il “buon ascoltatore” potrebbe essere un amico o un membro della tua famiglia. Tuttavia in alcune situazioni potresti sentirti più a tuo agio a parlare con qualcuno che non conosci, come un counsellor professionista. (Maneesha e Sudheer offrono sessioni individuali di counseling di persona o via Skype.)

 

2) Lascia che accada – e Osserva!

Osho suggerisce che se la paura crea un tremito interiore, piuttosto che provare ad ignorarlo o reprimerlo, è meglio semplicemente tremare. Prova questa Meditazione del Tremito… 

Permettigli di accadere. Se ne andrà da solo. Ci sarà scuotimento e tremito; sarà proprio come un terremoto. Tutta l’anima ne sarà disturbata. Ma lascia che accada. Non provare a farci nulla, perché tutto quello che puoi fare sarà di nuovo sopprimere il sintomo. Semplicemente permettendo che ci sia, lasciando che esista, il tremito ti lascerà – e quando se ne sarà andato sarai un uomo completamente diverso.

Il ciclone se ne è  andato e tu  ora sarai centrato, centrato come non lo sei mai stato prima. E una volta che conosci l’arte di lasciare che le cose accadano, tu conoscerai uno dei passe-partout che aprono tutte le porte interiori. Allora, qualunque sia la questione, lascia che ci sia; non evitarla. 

Rimani un testimone e qualsiasi cosa accada permettigli di accadere. 

La paura deve essere affrontata per oltrepassarla. L’angoscia deve essere affrontata per trascenderla. E più autentico è l’incontro, più lo osservi a tu per tu, più guardi le cose per come sono, prima avverrà quello che deve accadere.

Ci vuole tempo solo perché la tua autenticità non è così intensa. Perciò ti ci possono volere tre giorni, tre mesi o tre vite – dipende dall’intensità. In realtà, possono bastare tre minuti, anche tre secondi. Ma allora dovrai passare attraverso un inferno tremendo con un’intensità tale che potresti non essere in grado di sostenere o tollerare. Se uno riesce ad affrontare qualsiasi cosa sia nascosta dentro se stesso, essa passerà, e quando se n’è andata sei diverso, perché tutto ciò che ti ha lasciato era parte di te prima e ora non lo è più. 

Quindi non chiedere cosa fare. Non c’è bisogno di fare nulla. Non-fare, essere un testimone, affrontando senza sforzo qualunque cosa sia, senza fare nemmeno il minimo sforzo, semplicemente permettendo che ci sia…Rimani passivo e lasciala passare. Passa sempre. Ne uscirai come nuovo, con una gloria e una dignità nuove, una purezza e un’innocenza nuove. [1]

 

3) Resta nel Presente

La paura generalmente riguarda qualcosa nel futuro – come dover affrontare un certo processo, o i l dover provare dolore, o anche morire. Quando ti accorgi che stai esagerando nell’immaginare possibili situazioni spaventose, riportati al momento presente.

Fare qualcosa che ti dà un senso di connessione con il tuo corpo aiuta, perché – fortunatamente per noi! – il corpo può soltanto essere nel presente. È come un’ancora al momento. Prova a fare qualcosa come correre o anche camminare molto consapevolmente, sentendo i piedi che entrano in contatto con il terreno ad ogni passo. Oppure, se sei debole o costretto a letto, osservare il tuo respiro può avere un effetto ancorante molto simile.

Piuttosto che preoccuparti esageratamente di quello che non è ancora accaduto (e che potrebbe non accadere affatto), prendi semplicemente le cose un momento alla volta…

Una volta c’era un grande re che chiese al suo mago di trovargli un uomo coraggioso per una missione pericolosa. Dopo una lunga ricerca, il mago portò quattro uomini davanti al suo padrone. Il re, che desiderava scegliere il più coraggioso dei quattro, chiese al mago di preparare un test. 

Il re, il mago e i quattro uomini andarono sul bordo di un grande campo, all’estremità opposta del quale sorgeva un fienile. Il mago dettò le istruzioni: “Ogni uomo avrà il proprio turno. Egli deve camminare fino al fienile e portare fuori quello che c’è dentro.”

Il primo uomo attraversò a piedi il campo. Improvvisamente arrivò un temporale: saettavano i lampi, rombavano i tuoni e la terra tremava. L’uomo esitò. Aveva paura.E quando il temporale aumentò, cadde a terra, in preda alla paura.

Il secondo attraverso a piedi il campo. Il temporale peggiorò, fino a diventare una tempesta. Il secondo uomo superò il primo, ma alla fine anch’egli cadde giù.

Il terzo uomo cominciò di corsa, e sorpassò gli altri due. Ma si spalancò il cielo, la terrà si aprì, e il fienile stesso si mise a ondeggiare e scricchiolare. Il terzo uomo cadde.

Il quarto cominciò lentamente. Cercava l’equilibrio. Aveva il volto bianco per la paura. Ma la cosa che temeva più di qualunque altra era di essere considerato pauroso. Lentamente oltrepassò il primo uomo, e disse a se stesso “Va tutto bene – fin qui.” Un passo dopo l’altro continuò finché non oltrepassò il secondo uomo, e di nuovo si disse “Fin qui, tutto bene”.

A poco a poco coprì la distanza fra sé e il terzo uomo, mentre la tempesta peggiorava. Quando superò il terzo uomo spaventato, disse a se stesso. “Fin qui, tutto bene. Non mi è successo niente. Posso andare avanti ancora un po’.” Così, un po’ alla volta, un centimetro alla volta ora, si diresse verso il fienile. Alla fine arrivò, e giusto prima di mettere la mano sul chiavistello disse “Fin qui, tutto bene. Posso andare un po’ più avanti.”  Poi mise la mano sul chiavistello.

All’istante la tempesta cessò, la terra si fermò e il sole splendette. L’uomo era meravigliato. Da dentro il fienile usciva un forte rumore di masticazione. Per un momento pensò che potesse essere un trucco. Poi pensò “Va ancora tutto bene” e aprì la porta. Dentro trovò un cavallo bianco che mangiava avena. Vicino c’era un’armatura bianca. L’uomo la indossò, sellò il cavallo, cavalcò fino a raggiungere il re e il mago e disse “Sono pronto, Sire.”

“Come ti senti?” chiese il re. 

“Tutto bene, finora.” disse l’uomo. [2]

 

4) Medita

La meditazione offre una strada per andare dentro di sé – oltre la mente, dove si creano i pensieri di paura – verso la dimensione dell’essere, semplicemente. Sul percorso Zen ciò viene chiamato “non-mente” o “la tua faccia originale”; altri la chiamano “la tua vera natura”, la “base dell’essere” o semplicemente “consapevolezza”. Quale che sia l’etichetta, la realtà è una sola, ed è la stessa: vasta, silenziosa, pacifica e senza tempo. I meditatori riferiscono invariabilmente “Quello spazio mi sembra che sia il mio vero sé.”

Ritornare costantemente a chi siamo realmente mantiene la prospettiva su tutto ciò che è periferico.

Abbiamo a disposizione letteralmente centinaia di tecniche di meditazione. Se sei nuovo alla meditazione leggi la nostra sezione sulla Meditazione. Abbiamo raccolto una selezione variegata e crescente di meditazioni, genericamente categorizzata in quattro sezioni – Salute & Invecchiamento, Dolore, Malattia e Morire. Li trovi qui.

Clearing in the forestQuando ti sei liberato dal peso della paura è come se avessi sgombrato dai rovi un sentiero che era lì da sempre ma che tu non riuscivi a vedere.

Allora ti rendi conto che la strada davanti a te conduce ad uno spazio inatteso, che rivela aspetti di te, della vita e dell’amore e della ricerca di un significato, di cui non eri consapevole. Puoi cominciare ad apprezzare il fatto che c’è una dimensione positiva nel morire; che persino mentre all’esterno stai morendo, dentro di te puoi crescere.

 

Affrontare le nostre paure in modo esperienziale

Il nostro approccio negli workshop OSHO Sammasati è quello di lavorare con la paura attraverso la discussione e l’uso di specifici metodi di meditazione. Essi possono aprire la via ad una comprensione esperienziale, che può letteralmente cambiare la vita – e la morte. Questo è quanto hanno confermato moltissimi partecipanti ai nostri workshop e nostri clienti abituali.

Uno di loro l’ha descritto così: “Il training di Osho Sammasati per Persona di Supporto* è stato un esercizio per  riprendere il senso della realtà, per  darmi maggiore radicamento, per  portare la mia comprensione più vicino ai fatti fondamentali della vita per quanto riguarda questo corpo, questa vita, questa natura umana. Mentre io pensavo che abbandonare così tanti vecchi sogni, fantasie e convinzioni avrebbe creato una sorta di disperazione e vuoto interiore, curiosamente invece questo processo non mi ha reso triste. Anzi, il contrario; in termini pratici nella mia vita quotidiana mi sta rendendo più coraggioso, spingendomi a chiedere quello che desidero/necessito, sapendo molto bene che il momento è ora (e non un altro nel prossimo futuro), che potrebbe non esserci un’altra possibilità, e che non c’è spazio per paure stupide o educate limitazioni. Si è aperta una finestra nella quale posso essere più reale.”

E un altro: “…Mi sento come se fossi morto e rinato nella mia vita quotidiana; perciò ora sembra diversa, ogni cosa ha un contorno leggermente diverso, come se fossi uno straniero in un’altra città e vedessi tutto quello che succede in modo imparziale, spassionato, e a maggior ragione, allo stesso tempo, me la sto godendo.”

 

* Il training di Osho Sammasati per Persona di Supporto ora è L’Esperienza OSHO Sammasati.

 

Fonti

1) The Book of Secrets: 112 meditations to discover the mystery within   Osho

St Martin’s Griffin

2) The Divine Melody     Osho   (MLD)

 

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Pagina originale in inglese

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